Ogni lettera ricevuta è una aggressione cortese, ma esige comunque una risposta.
Puoi tergiversare, puoi ignorarla, puoi distruggerla, ma anche quello è un modo con cui vieni portato a porgergli attenzione.
Nel Post precedente, fermo ormai da diversi giorni, mi sono dilungato nel ricomporre un pensiero, non potrei chiamarlo racconto, nato sulle ceneri di un segreto, ormai irremediabilmente disgregato.
Le avvisaglie di questa trasformazione le avevo percepite sin dai primi giorni del mese di maggio.
Alcune incertezze, ripensamenti silenziosi e inespressi, tensioni improvvise e ingiustificate, in breve irreversibili segni di logaramento di quel che convinto, speravo fosse una solida indistruttibile montagna.in realtà era di fatto un sogno vanificato.
Di queste sensazioni, ne fui avvolto, sul ponte della nave, nel viaggio di ritorno dalla Sardegna.
Avevo con me due libri e un taccuino (Moleskhine) e molti pensieri, come sempre in confusione.
Lasciaine andare per loro conto, sguardi di lettura, passi di scrittura, voci della mente insicura.
quel che avete letto, (lungo e noiso) ne è il risultato.
Un risulato a cui hanno preso parte incosapevolmente molti ingredienti di pensieri, parole e voci di persone che in contemporanea hanno involontariamente contribuito con un piccolo tassello.
Al centro c'è il Segreto di Re che è stato il seme del racconto racchiuso per sempre nel cavo di un albero secolare ( dal film 2046 del regista Wong Kar-Wai - vivamente consigliato)
La struttura si imposta sullo schema dei Racconti di Truman Capote (garzanti) " Fra i sentieri dell'Eden"i cui personaggi Mr. Belli e Mary O'Meaghan si incontrano in un cimitero
Alcune pensieri fanno parte di un dialogo con G, (Firefly) in particolare riferimento alle nuvole, all'acquila e il sole, al picnic
L'immagine del cancello, sotto autorizzazione, lo presa da un post della adorabile
Aroma Essenziale, da cui ho tratto anche l'ispirazione della percezione del profumo essenziale che ci raggiunge sin oltre i confini intimi della mente
Ne posso assolutamente l'altra fonte di ispirazione " Gli anni difficili " della Grandes lettura centellinata da oltre un anno che porto in ogni viaggo ne mai finisco forse perchè non vorrei trovarmi davanti ad una fine che non vorrei...molti spunrti emotivi strappati da lì e si è vero lo ametto amo una donna di nome Sara.... l'interprete di quesro libro :-)
Quasi per coincidenza nel prologo appare il testo del commento di Bluele perfettamente pertinente con il tema della montagna.
Non da ultima dimentico Genevievecon i suoi riferimenti musicali codificati
Ma un ringraziamento particolare doverosamente sottolineato va alla mia cara e intransigente correttrice del testo ( punteggiatura, verbi, struttura del paragrafo), la paziente Dorame che si è prodigata a rendere lineare e comprensibile, forma e contenuto.
Infine grazie agli ancor più pazienti lettori che hanno avuto il coraggio di passare di qui
In breve una considerazione....
Nulla accade senza la partecipazione del mondo che ci è attorno,
A volteaccadono cose incomprensibili che non hanno una risposta, cose che ti lasciano stupito per la loro smisurata violenza, cedi alla incomprensione ma non ti biasimi, sai che la verità è un'altra e che non è più tempo di giustificazioni perchè sei stanco di essere frainteso, sei stanco di difendere ciò in cui credi, sei stanco di accettare e sai che non sarai né capito né accettato a tua volta… in questi casi mi allontano.
Imiei luoghi preferiti sono i sentieri della montagna : nel percorrerli e ,poi , nel tornare non troverò le soluzioni, questo lo so bene, ma in parte, in quei momenti, avrò mitigato il mio stato d'animo. Questi sentierisono luoghi che non portano ad altri luoghie proprio qui si comprende come il rumore tende a farsi remoto : viene a poco a poco che ci si addentra tra monti e boschi, da altri suoni semplicemente naturali che attraggono e incuriosiscono, e che accelerano il desiderio di percepirli accompagnati da aromi da tempo dimenticati.
Percorrevo un sentiero leggermente inclinato, in cui si alternavano tratti assolati ed ombreggiati, ascoltavo il solo rumore dei miei passi e del mio respiro, che si alternavano al lieve fragoredel ruscello che lo costeggiava. Non cercavo nulla di preciso, preferivo lasciarcuriosare lo sguardo senza ordine : i ciotoli levigati, l'alternanza dei tratti erbosi ai primi densi gruppi di giovani alberi, che preannunciavano l'avvicinarsi del bosco denso e fitto, ciascuna cosa con i suoi colori ed i suoi odori. La mia pelle, sollecitata dai raggi del sole, si arrossava pigramente assorbendo il calore del sole, sempre più forte e sempre più intenso, un bruciore inizialmente piacevole, che preannunciava l'avanzare del giorno ed il bagliore della luce, interrotto da fremiti d'ombra, quasi un contrastante brivido pungente di brezze portate dalle fronde di alberi solitari, ma imponenti.
Un giardino segreto
Percepivo ocra di terra sfarinata,
bruno di zolle dissodate,
grigio dirocce levigate,
verde muschio di sottobosco;
percepivol'azzurrodel cielo chiazzato da bianche , rarefatte ed arricciate nuvole
In competizione per adornare le vette dei monti che si stagliavano in quell’azzurro che si delineavano, sempre più prossimi;
percepivo il blu e l'argento dell'acqua nervosa del giovane torrente,
il rosso e gli smeraldi dell’ abete e della sua famiglia di conifere ,
con la loro struttura massimizzata alla ricezione incandescente della luce. Aspiravo malva, lavanda , sambuco e con un senso di alleggerimento
vedevo sfuggire senza sforzo quel pensiero ossessivo
che da giorni sostava come un intruso nella mia mente,
annidato e radicato, un senso di soffocamento, un misto tra lutto e sconfitta,
che ora lasciavo svanire sulle ali di libellule e farfalle,
leggero nell'aria trasportando ,con distacco, un pezzo importante di me Provavo un senso di stranezza perché la mia attenzione prevaricava il tradizionale e muto dialogo,
l'onnipresente vociferare di rimproveri e critiche dei comportamenti ,
che aveva reso esausto il mio equilibrio.
L'intorno era monitorato con minuziosa curiosità....
Un cancello aperto, opera estranea tra boschi e poderi.
Un’attrazione infantile ad infrangere, una spinta a superare un confine , una curiosità verso un luogo ignoto, venivano suscitate da questa anomalia lungo il cammino : un oggetto estraneo, che sarebbe stato naturalmente trascurato in un paesaggio urbano qui… perchè?
perchè mostrava questa sua imponenza di inaccessibilità se poi offriva l'invito alla trasgressione?
Aperto volutamente per intrappolare l' anima mia
Così senza lucchetti nè catene, adornato di ruggine e intricata vegetazione
offriva all’attenzione uno spazio delimitato verso un segreto giardino che attendevapaziente di accogliere il mio conturbante desiderio di isolamento.
Un logoro riquadro di legno inciso esaltava una scritta, una impronta tracciata a monito.
"In questo luogo distendi l'animo per un momento
Non nascondere il viso, non pensare più al tuo segreto
lascia al vento il tuo tormento, conserva puro il tuo pensiero
come puro era il tuo sentimento"
Tu lascia che ora sia così quel che è il migliore dei tuoi mali.
Un passato sterile non concederà repliche, nè al futuro né al presente ormai, non tornare indietro mai, varcami in silenzio chiuditi alle tue spalle ciò che nel cuore sai.
Un’ eleganza intellettuale, un’ eleganza in senso proprio la cui voce mi arrivò dritta nel pensiero come un’ incisione.
Lei era lì :una figura ferma e decisa, seduta sul bordo di una lunga pietra bianca,
Un aroma essenziale
Di fatto percepivo solo alcuni dei suoni di quelle sue parole, ma quando fui raggiunto da un complimento, tanto immeritato quanto gradito, fui sopraffatto dauna reazione di incontrollata meraviglia, prova evidente che si stavano riaccendendo emozioni :
Negare questo fatto ovvio, era di per sé scortese…
Miritrovai in preda a una sensazione di immortalità , come una follia,
qualcosarisvegliava sogni sopiti che riprendevano a spaziare proiettandomi in un prossimo futuro,donandomi qualcosa da sperare ancora…
Il passaggio di quel cancello era stato un niente apparente,
ma di fatto, un passo più che sufficiente per ricominciare a vivere.
Mentre ascoltavo quella donna, che negavo di vedere,
lasciai vagarelo sguardo fino alle sue labbra che mi attraevano , come calamita , e si offrivano vibranti, con un ritmo melodico, con aria di umida timidezza…
Un brivido mi avvolse,
con sospetto, con rispetto
cercavo di analizzare l'espressione
per scoprire, nella sua insinuante dolcezza,
tracce di un perverso inganno.
La sentivo inspirare, come se in uno sforzo immane
tentasse di non soffocarsi sotto una marea di timidezza
Emanava uno stato d'animo inebriante,
un aroma essenziale
pieno di speranze a prospettive infinite
Qualcosa di cui parlare
- Mi chiamo "A" , caro Max…
Non trovi singolare il fatto di essere qui? Qui con Me? Qui, alla stessa ora di questo giorno, senza esserci cercati?
Qualcosa conferma il fatto che noi abbiamo molte cose in comune ,cose di cui parlare, cose di me e cose di te.
Vedi, Max , ho lasensazione che mi stavi cercando e tutto così ,come sta accadendo ora , sembra abbia un senso …come le parole di una canzone di H. M.
"Ora che sei qui, non lasciarmi. E' questo il luogo a cui tu appartieni, tutto sembra così elegante, ora che sei qui, ed è bello che tu sia qui, ma non sarà la stessa cosa, così bella, quando non sarai più qui.
Sono così debole, quando ho bisogno di conforto, e vengo sempre qui a cercare te.
Non lasciarmi mai, perché se lo fai, non avrò nessuno da cui andare.."
Come per incanto diventavano nitide le sue parole, al mio udito e alla mia mente , e spingevamo la mia attenzione a cercare diafferrarle come fossero farfalle…
- Guarda ,Max, il sole sorge dietro alla collina, alle tue spalle : il suo raggio scalderà il tuo volto, per un nuovo inizio. Non temere la Notte è finita, e il tuo sorriso che nasce piano come il sole all'orizzonte andràariscaldare il cuore che ti avevano gelato. -
Con gli occhi lucidi e distratti, accennai un sorriso di saluto, un dono leggero come pulviscolo di polvere d'oro, che brillando vola su morbida neve , sul candore di quel femminile corpo di semplice voluttà.
Attraente ed eterea, elegante ed un po’ sognante, mi fissava ipnoticamente.
Così risposi, incauto, all'irresistibile sguardo.
- Sei come l'indaco dell' arcobaleno a guidarmi qui, tu che del mio sogno sei ora una dorata realtà…-
- Tu mi lusinghi, Max -rispose A- e mi fa troppo onore: nessun metallo nobile accompagna il mio nome e quello della mia casa.
Solamente mi appartiene quel colore che segue l'iride e che naturalmente si pronuncia Indaco –
In silenzio, con attenzione, l'ascoltavo, anzi la leggevo in quelle sue parole sussurrate con voce suadente, che comegocce di sorgenteaccarezzano ruvide rocce, battevano sin dentro il midollo della mia mente.
- Guarda Max, solleva gli occhi da me… guarda quante cose, lassù dal cielo, possono osservare quelle bianche nuvole, quanto di ogni istante che hai vissuto, quanto delle mielacrime portano con se… ed ora ti domanderai:chi le autorizza a guardare proprio qui, proprio noi? -
D'istinto risposi
- Si , è vero: sono curiose ed impertinenti, sono a volte come specchi che riflettono e uniscono i nostri pensieri che viaggiano lontani, e con casualità hanno virato in questa direzione.-
Senza un solo intervallo del respiro, dall'aria giunse una risposta come a sigillare la mia ultima parola........
- Max, come dice un saggio “E’ bene mirare al sole per colpire l'aquila”: se tu ami sognare almeno fallo in grande! Non soffermarti solo su ciò che immaginavi possibile e vedrai sempre la grandezza del cielo, e vedrai sempre un nuovo orizzonte, non abbassare lo sguardo… mai.
Mi accostai a lei, stupito e allo stesso tempo impacciato, dal contrasto fra il piacere di lasciarmi guidare e l’incertezza del proseguire, e le chiesi
-A, sai dove porta questo sentiero oltre il cancello?
- Siamo ai margini di un bosco- mi rispose - a pochi chilometri dal villaggio che hai appena lasciato ma è come essere in un altro mondo ed in un altro tempo. Non fermarti, prosegui dove tu stesso senti di voler arrivare. Oltre il bosco troverai un giardino: è un giardino segreto che cela e conserva i segreti degli uomini. Vai e lascia che si prenda cura anche del tuo.-
Si accorse dal mio sguardo che non mi era del tutto chiara la sua spiegazione
- Ricordi la leggenda orientale ? – riprese - Un segreto per vivere in eterno, senza più provocare dolore, deve essere prima gridato e poi sigillato all'interno di un albero cavo. In quel giardino troverai ciò di cui hai bisogno, lì potrai lasciare per sempre il tuo ricordo.
- Ma io non voglio perderlo questo ricordo ! – esclamai - Era proprio ciò che speravo accadesse, ciò che desideravo che fosse, perchè abbandonarlo ora ?
- Non perdi nulla Max, ma se non lo affidi ora ne conserverai solo il dolore, Dona all’albero cavo il tuo segreto, e poi lascia che il mondo abbia cura di te allo stesso modo in cui tu avrai cura del mondo: così riuscirai a mantenere nel cuore la parte migliore che ti è stata regalata, quella non la dimenticherai mai, non temere.-
La guardavo indeciso, mentre cercavo di riordinare i pensieri per decidere cosa fare
- Max ,se lo desideri- aggiunse – prima che tu vada possiamo fare un picnic: guarda ho qui con me del pane locale, che ha un sapore speciale, e ancora pomodori ed insalata del campo, raccolta sul posto e lavata sul rio, della carne, cotta sul fuoco di legna di quercia, una crostata di fragole e per frutta ciliege sottratte all'albero che ci dona la sua ombra-
Assaporammo cibo e profumi in un prolungato silenzio, e poi
lei si alzò e mi invitò a seguire la direzione indicata dalla sua mano tesa. Volgendo ancora il viso verso di me mi sussurrò :
- Segui questa strada ,Max, e rasserenati. Vedrai e capirai come la tua tristezza è alla fine di questo viaggio; scoprirai che la supererai con il pensiero di organizzarne il successivo, perché in fondo la vita stessa è un viaggio…
Ma ora vai : sei tu da solo a dover proseguire
Così parlando s'incamminò lungo il sentiro opposto al mio, mentre il mio sguardo accompagnava il suo vestito, che le scolpiva il corpo e lasciava trasparire un leggero tremito di creatura fragile; due pieghe ,all'altezza delle spalle, tradivano una celata e fluttuante luminosità, come due segni di ali che svanirono allo sguardo , insieme alla sua intera figura, man mano che si inoltrò nell'ombroso e fitto bosco
A quel punto proseguii da solo verso quel luogo, dove il rumore tende sempre a farsi remoto e la natura risveglia la percezione. Provai la strana sensazione di tornare all'infanzia, verificando che i sensi erano in grado di assaporare ancora e di nuovo l'essenza intima degli elementi, a cui dare un nome, una forma, un colore…
Percorrevo un sentiero leggermente inclinato... alla ricerca del mio albero cavo, lo trovai tra i tanti e gridai dentro la sua cavità il mio segreto perchè restasse eterno e immenso, così come era esploso nella mia anima.
Un velo di calma mi avvolse e mi distese come nel sonno, mi ritrovai immerso in un’ atmosfera soprannaturale durante la quale si è consapevoli di possedere ancora una lucida e coerente ragionevolezza.
La certezza che mai più tornerà un segreto così grande.
Prologo
Una esperienza vissuta, comunque sia finita. è un circolo e nessun momento del quale può essere isolato e dimenticato.
Penso sempre alla montagna, come ad una cara amica con le "spalle larghe" sempre pronta ad ascoltarmi e farsi carico delle mie parole e dei miei segreti
Quando mi arresto in un luogo
dove lo sguardo può fuggire lontano
dove mi perdo
in quel che ho vissuto
dove non ritrovo
in quel che vorrei vivere
Allora resto disteso immobile
in questo luogo
e nascondo alla luce il viso
e penso
penso di non pensare più
e penso
penso solo al vento
che non ascolterò più
fermo resta il mio segreto
dell'anima una porta ancora socchiusa
Spesso torno a cercarle, nei profondi e densi strati dell'animo, quelle forme e quelle strutture imprigionate e trattenute da una spessa scorza rocciosa del tempo trascorso. Come un ladro curioso torno nella soffita, abbandonato su di un logoro divano, lascio andare il passaredi istanti rubati, compagnie di contrasti e sentimenti , attese e delusioni perdute distrattamente ma proprio quelle sono le percezioni che tornano alla mente. Oggi sepolte e mai più accessibili, bloccate come ghiacci perenni e gelidi immobili pensieri. Non è il rivivere forme di ricordi dolci e amari, ma l'essenza e la struttura del sentimento a cui son legati. L'amore è duro a morire ma ilusorio e stupido è il pensare che possa ritornare, Sciocco è rivivere, sensato è il credere in un eterno essere Sciocco è cercarli ma nel buio dell'infinito cielo è dolce sentire quel profumo che mai svanisce. Così una stella piccola che essa sia resta un punto a ricordarne la profondità dell'universo immenso. Il desiderio è forte per conservare nel pugno il calore della vecchia mano l'ancor brillare del sentimento dell'amare Uno scintillio che mai potrà smarrirsi tra le rugose dita sino al giorno ultimo della vita
Tutte le volte che gli occhi del cielo frugano nella mia memoria
ho la profonda sensazione del loro spaziare
fino al termine ultimo,
fino al limite estremo
dove ha avuto l'inizio della mia vita
Ricordo tutti, tutti quelli che sono transitati
anche solo con uno sguardo, un gesto, una voce,
tutti quelli a cui ho tolto o negato qualcosa
tutti quelli che ho usato
tutti quelli che ho respinto
a tutti coloro (a) cui ho donato la mia scontrosità la mia severità e la mia indifferenza
nella speranza che tutti provassero
una accesa e profonda antipatia per me.
Quasi orgoglioso del loro disprezzo,
spingendomi sulla strada delle menzogne,
sino al punto di un perverso gioco di sentimenti.
Con accanimento ho perseguito la conquista della repulsione
seguita dal successivo inevitabile abbandono.
Un capriccio premeditato
per assegnare a me la responsabilità
di tanti fallimenti.
Un gioco crudele alla ricerca della mia individualità
Sto per solcare il mare, sto per solcare il cielo;
Dovrei dirti che sto fuggendo;
Dovrei dirti che non so il perchè sto partendo;
ma va bene così.
Nulla cambia con il partire;
tutto resta eguale nel tornare;
I miei sforzi per i cambi di rotta;
si risolvono salendo su di una nave;
e gettare i miei pensieri in mare.
Cambia il ritmo del tempo; cambia la pressione dell'umore quotidiano. Sin da ieri l'attimo è lento e moderato; il pensare mi ha distaccato dall'impegno organizzato; tutto come se fosse errato, tutto si è disteso ed è placato.
Nulla cambia a ritrovarmi qui da solo
a navigare solcando il cielo e il mare. Questo è il solo dono che mi posso fare
e da te mi lascio aancora accecare. lasciando al fumo il tuo pensiero innalzare
Scopro ed è una uguale conferma
all'arrivo in porto alla terra ferma
di questa tua assenza nulla c'è come ricompensa nell'accetare senza condizioni questa mia partenza ma basta un faro per sentire ancora la tua presenza.
Ho imparato ormai che certi ricordi
non si possono modificare a piacere
che il loro ordine e la loro natura
rimangono per sempre intatti nella memoria
riproponendo storie sempre nuove, sempre diverse
Questa storia è tutta azzura e blu.